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Sant'Alfio
Sant'Alfio si adagia su di una splendida collina che sale dallo Ionio verso l'Etna tra paesaggi incantevoli, rarità botaniche e floristiche, in un bagliore di suggestioni vegetazionali. Il suo territorio, infatti, si estende dai 400 ai 3.300 metri sul livello del mare offrendo al visitatore, nello spazio di pochi chilometri, le visioni della macchia mediterranea e del deserto lavico. Di notevole interesse naturalistico il bosco Cerrita ove si evidenzia la presenza del Cerro (quercus cerris) che è unica sull'Etna. Più in alto troviamo piante tipicamente pioniere quali il Pino laricio, la valeriana e il romice. Ed ancora nella zona circostante il Rifugio
Citelli dai monti Sartorius si può ammirare la betulla bianca dell'Etna (betulla aetnensis),
pianta tipicamente nordica e presente a questa latitudine in seguito ad una remota glaciazione. Oltre i 2.000 metri una straordinaria varietà di colate laviche, dalle più antiche alle più recenti, testimonia la costante attività del Vulcano nel corso dei secoli. Di grande suggestione il paesaggio "lunare" della Valle del Bove e dei crateri sommitali che si offre all'occhio dell'escursionista da Rocca della Valle (quota 2300).
Il Castagno dei 100 cavalli
Poco distante dal centro abitato, lungo la provinciale che conduce a Linguaglossa, è possibile ammirare il famoso "Castagno dei Cento Cavalli" che costituisce il grande richiamo naturalistico del territorio di Sant'Alfio,
la sua età è stimata tra i 2000 e i 4000 anni. È considerato l'albero più antico e più grande d'Europa. Il nome è legato alla tradizione secondo cui, sotto le sue enormi chiome, durante un temporale trovarono piacevole... riparo la regina Giovanna d'Aragona e il suo seguito di cento cavalieri. Cantato e descritto da numerosi viaggiatori e studiosi nel '700 e nell'800, il Castagno è oggi meta di visitatori di tutto il mondo oltre che di botanici per i quali costituisce interessante oggetto di studio.