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Etna vulcano

Il MUSEO VULCANOLOGICO DELL’ETNA, inaugurato nel 2002, ha sede a Nicolosi nella storica casa dei fratelli Gemmellaro, studiosi e vulcanologi dell’Etna. La struttura si divide in due sezioni: Una come  centro documentazione, si sviluppa all’interno di un eruzioni ed un plastico in scala dell’intero territorio etneo. L’altra parte della struttura, si sviluppa, all’interno dell’antico casale ottocentesco, dove si possono ammirare dei campioni di prodotti lavici quali scorie, cristalli, sublimati e bombe vulcaniche ed è stata allestita una piccola sala proiezione, inerente al vulcano.
COLATA LAVICA DEL 2002 –  Durante questa eruzione la lava si è spinta per oltre 6 Km, fino a raggiungere quota 1125 m s.l.m. Notevoli sono stati i danni alle infrastrutture turistiche, e l’intera città di Catania è stata ricoperta da uno strato di cenere vulcanica.

I CRATERI MONTI ROSSI diedero vita all’eruzione del 1669, che si può ritenere una delle più disastrose e spettacolari. Iniziò l'11 marzo e finì il 15 luglio ed ebbe origine nei pressi di NICOLOSI da un imponente squarcio, nella cui parte inferiore si formarono diverse bocche esplosive (Monti Rossi) ed effusive. Diversi centri abitati furono distrutti ed appena un mese e un giorno dopo l'inizio dell'eruzione, inizio la distruzione di Catania dal lato di ponente. La lava proseguì il suo cammino superando le mura, coprì i fossati del castello Ursino, seppellì, quindi, i 36 canali del fiume Amenano e si riversò in mare per circa 2000  metri.



I CRATERI SILVESTRI
sono i più visitati crateri inattivi dell’ Etna, dai quali si ha la veduta dell’intera città di Catania e non solo.  Questi crateri il 19 dicembre, provocò una frattura che dai 2.025 metri scendeva fino ai 1800 metri di quota. Si originò una colata lavica che raggiunse i 7 km. di lunghezza  con vari bracci più corti. Si trovano a circa 2000 metri s.l.m.


COLATA LAVICA DEL 1991-1993: potrete ammirare il fiume di lava fin nel punto in cui si è arrestato durante l’eruzione del 1991-1993, a pochissimi  metri dalle abitazioni. Fu costruito dai fedeli nel 1994 in segno di ringraziamento per lo scampato pericolo lavico ed è costituito da una bella statua moderna della Madonna della  Provvidenza.

COLATA LAVICA DEL 1792
- un’eruzione dissemina panico per i paesi etnei e la lava divora i terreni fertili distruggendo boschi, frutteti e pascoli. Sembra perduta ogni speranza per la salvezza del paese di Zafferana. La gente in un impeto di  fede chiede a Dio il miracolo di bloccare la forza distruttrice del vulcano e porta in processione la statua della Madonna della Provvidenza. Quando ormai gli abitanti stanno per abbandonare le loro case, la colata si ferma a poca distanza dal paese.

La VALLE DEL BOVE costituisce una larga parte del settore sud-orientale del complesso vulcanico etneo e rappresenta uno squarcio
nella complessa storia geologica del Vulcano. L'origine di questa Valle è stata ampiamente dibattuta e ancor oggi, gli studiosi non sono tutti concordi circa  la sua formazione. La tesi della Valle del Bove come enorme ed unica caldera di collasso, ha resistito per moltissimi anni ed è ancora popolarmente diffusa. Lo scenario che si apre all’apice della Valle è incantevole; si ha la veduta del  panorama di Catania, Taormina e della costa dell’Italia (Reggio Calabria).


Una CASA, di ben due piani, SOMMERSA DALLA LAVA,durante la colata del 1983 è oggi meta fissa di tutti i turisti che passano dall’Etna.  Potrete, ammirando questo bizzarro fenomeno, comprendere quanto in pericolo costante siano i paesini che si trovano intorno al vulcano.

Non può mancare un giro per i meravigliosi BOSCHI DELL’ETNA ricchi di alberi di castagno, e varie tipologie di piante e alberi che rendono il vulcano così colorato e diverso durante le varie stagioni.
Una fermata dovuta è a Zafferana Etnea, città del miele, dove potrete degustare il prezioso nettare prodotto dalle api e dalle mani sapienti degli apicoltori del luogo. Potrete inoltre ammirare l’artigianato locale e i tipici souvenir creati  con la pietra vulcanica.

Inoltre molto altro ancora vedrete sull’Etna.

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